
“Of course I want to be like them. They’re beautiful as blades forged in some divine fire. They will live forever.
And Cardan is even more beautiful than the rest. I hate him more than all the others. I hate him so much that sometimes when I look at him, I can hardly breathe.”
Oggi parliamo della mia ultima lettura, Il Principe Crudele, primo volume di una trilogia fantasy enemies to lovers.
Jude Duarte è una ragazza umana che, dopo la morte dei genitori, è costretta ad andare a vivere con le sue due sorelle nella fortezza dell’assassino della sua famiglia, un essere fatato ex compagno di sua madre.
Qui Jude è vittima di scherni e atti di bullismo da parte dei suoi coetanei fatati, che non la considerano altro che un rifiuto o una serva, in quanto, dopotutto, nel loro mondo gli umani sono considerati inferiori e trattati esclusivamente come servitori.
Nel corso del libro Jude imparerà a farsi valere, a farsi strada in un mondo che sembra non avere posto per una come lei e a far conoscere il suo nome.
Senza dilungarmi particolarmente sui dettagli di trama e vicende, vi dico subito che mi aspettavo di meglio.
La storia parte con il botto e le premesse per una buona vicenda sono molto valide.
Quello che però non mi ha convinta pienamente, è stato sicuramente il linguaggio e lo stile con cui la Black ci fa immergere nel racconto. È un linguaggio fin troppo elementare, forse anche un po’ bambinesco, che presenta anche spesso errori di sintassi e grammatica (speriamo fosse solo la traduzione).
Altra nota dolente è lo sviluppo di quella che sarebbe potuta potenzialmente essere una coppia con i fiocchi. Ho sentito mancare per tutto il tempo quella sensazione che mi fa dire NON VEDO L’ORA DI CONTINUARE!
È un enemies to lovers? Sì assolutamente. È stato sviluppato bene? Per me è un grande no. Oltre a essere una relazione incredibilmente tossica, non ho trovato il loro feeling essere granché.
Una nota a favore del libro però è la vicenda in sé, come si sviluppano gli eventi e i maestosi colpi di scena che, nonostante tutto, ti fanno restare con gli occhi appiccicati alla pagina.