
Buonasera dreamers, oggi parliamo di Crescent City, La casa di terra e sangue, primo volume della saga più recente di @therealsjmaas. Crescent City è il primo libro considerato new adult della Maas, in quanto sviluppa temi e concetti molto più maturi dei libri antecedenti.
L’ho letto nell’ormai lontanissimo agosto *Aria piange e urla* e mi sono tirata avanti la recensione spiccia per mesi e mesi. Comunque, l’ho amato davvero tanto!
Bryce Quinlan è una mezza fae che vive a Lunathion, detta anche Crescent City, e lavora per una galleria d’arte che vende artefatti magici al limite del legale. La notte invece, la spende facendo baldoria e bevendo con il suo gruppo di amici, tra cui c’è Danika Fendyr, una mutaforma, capo del suo branco di lupi, nonché migliore amica di Bryce.
Un giorno però, un orrido omicidio sconvolge la percezione che Bryce ha della vita e del mondo e la getta in un turbine di emozioni negative e depressione.
Due anni dopo però, un nuovo assassinio fa tremare la città, stesso modus operandi del precedente, e Bryce si trova coinvolta nelle indagini, fianco a fianco con Hunt Athalar, un Angelo caduto il cui passato brutale e tormentato lo assilla ad ogni respiro.
Ma ora passiamo ai pensieri che veramente mi sono passati per la testa durante la lettura, che sono sicura che la trama la conosciate prevalentemente tutti quanti❤️
Quello che ho amato di più in questo libro è stata sicuramente la fortissima amicizia che lega Bryce a Danika. Sono vere, sono legate alle loro emozioni in una maniera indescrivibile e non danno mai niente per scontato. Sono così forti insieme, così coraggiose e fiere che immagino possano prendere chiunque a calci in c**o nel giro di qualche secondo. Mi sono ritrovata così coinvolta nella loro storia che ho pianto più di una volta leggendo di loro (forse perché il loro rapporto mi fa venire in mente quello che ho io con la mia migliore amica, sarà tanto quello).
Ho amato, adorato e lodato tremendamente il lentissimo slow burn tra Bryce e Hunt. Nonostante quest’ultimo non mi faccia impazzire, le sue emozioni nei confront idi Bryce che si sviluppano passo dopo passo mi hanno fatta tremare, ogni dannata volta. È qualcosa di primitivo, di crudo e in qualche modo molto molto intimo. E non parliamo del disastro emotivo che sono state le ultime 200 pagine. Un vero squarcio nel cuore. La trama si eleva a livelli esponenziali e succede veramente di tutto. DI TUTTO.
Cosa che invece ho trovato un po’ noiosa è stata l’immensa confusione dello sviluppo del world building. Le prime 100 pagine sono di un confusionario assurdo, non si capisce nulla e più di una volta ho dovuto necessariamente rileggere diversi paragrafi per inquadrare bene la situazione. Troppe informazioni inutili dal mio punto di vista, purtroppo.
Nonostante questo, anche con Crescent City, la Maas si riconferma la mia scrittrice preferita.