THUNDERHEAD – Neal Shusterman

Buonasera stelle, oggi vi porto la recensione di un libro che, ahimè, un po’ mi ha deluso.

Parliamo di Thunderhead, secondo volume della trilogia della Falce di Neal Shusterman.

Avevo altissime aspettative in quanto il primo libro mi era sembrato pieno di potenziale per un seguito con gli attributi e inoltre tutti qui sul bookstagram ne avevate parlato molto bene.

Ma dal mio punto di vista Thunderhead si è rivelato più piatto del precedente, spesso noioso e banale, con colpi di scena visti e rivisti e con ancora una volta molto potenziale secondo me assolutamente sprecato.

Insomma, ve lo confido, ciò che avrebbe dovuto farmi saltare dalla sedia (non so, chi l’ha letto e vuole farci due chiacchiere me lo dica pure), mi ha lasciata un po’ perplessa e attonita a causa proprio di come sia stato portato avanti.

Nonostante inoltre si veda lo sforzo gigantesco portato avanti da Shusterman nell’ambito della caratterizzazione dei personaggi, aspetto molto carente nel primo volume che in questo secondo viene sviluppato decisamente meglio, insieme all’attenzione rivolta alle vicende legate direttamente alla psiche e alle interazioni fra i protagonisti, non sono riuscita assolutamente a empatizzare con loro, ne con i personaggi secondari, che mi sono sembrati comunque piatti e monotoni (per favore non parliamo della noia incredibili che mi hanno creato i capitoli dedicati a Greyson Tolliver, aiuto. E il bello è che poteva essere un personaggio davvero figo da come era stato presentato).

Unica nota a favore (insieme allo stile di scrittura, sempre e comunque scorrevole e leggero), anche se minima e sicuramente bisognosa di maggior attenzione, è la presenza di un antagonista interessante (forse l’unico personaggio, insieme a Madame Curie, degno di nota) e senza scrupoli. Credo proprio che senza il suo coinvolgimento, avrei mollato il libro a metà. Legato all’antagonista si sviluppa tutto il finale, che, per carità, ha il suo perché, ma, quando normalmente avrei pianto mari di lacrime, mi ha lasciata senza un briciolo di emozione.

Lo sviluppo delle vicende di personaggi che già conoscevamo nel primo libro, quali ad esempio Maestro Faraday, mi è poi sembrato campato un po’ per aria, e, come tutto quanto il resto, pesante e noioso.

Insomma, sicuramente leggerò il terzo in uscita a marzo per vedere come si conclude la storia, ma sono davvero triste della piega che sta prendendo.

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